A proposito di un articolo di Augias

Su Repubblica del 10 dicembre Corrado Augias risponde ad una studentessa che si lamenta del fatto che certi professori di Bologna non hanno risposto a sue email e l’hanno costretta perciò a scrivere direttamente ad una ricercatrice americana che invece ha reagito prontamente.  Augias commenta, abbastanza moderatamente, l’episodio ma comunque coglie l’occasione per sottolineare i mali dell’università italiana, non certo i pregi.  Gli ho scritto perciò la seguente lettera, sperando che almeno la legga.

Caro Augias,

Ha scritto un articolo moderato commentando la felice disavventura della studentessa bolognese e tuttavia vorrei invitarla ad ulteriore attenzione nel citare e ricordare solo i difetti dell’università italiana e di qualche collega.  Perché, a fronte di quanto si raccontava, resta il fatto che la suddetta studentessa, grazie anche al nostro sistema universitario, è stata istruita e messa in grado di dialogare con una ricercatrice americana, e se è vero che i due prof non hanno risposto alle mail, è anche vero che ce ne sono tanti altri, come me ad esempio, che si considerano, da sempre, a disposizione degli studenti visto che siamo pagati anche per fare lezione (e fortunatamente siamo pagati soprattutto per fare ricerca).

Le dico di stare attento perché è chiaramente in atto da alcuni anni — ed è infine riuscita nell’intento di distruggere e dirottare risorse — una durissima campagna denigratoria nei confronti della università condotta a forza di articoli di dotti economisti, spesso infarciti di dati imprecisi e parziali (esiste oramai una vasta letteratura raccolta nel blog specializzato ROARS).  Il risultato è che la nostra università e la nostra ricerca sono tra le meno finanziate d’Europa, e le più attaccate dai politici; eppure continuano a sfornare pubblicazioni e non sfigurare (contrariamente alla vulgata) nella produzione scientifica.  E perché?  Perché tanti ragazzi e meno ragazzi lavorano con stipendi bassissimi, rispetto ai colleghi di altri Paesi, mossi solo dalla passione.  Ci dia una mano a rispettare i loro sforzi, i nostri sforzi, e ricostruire, non distruggere, l’università pubblica.

Molti saluti e grazie

Luigi Glielmo

Professore di Automatica

Università del Sannio

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